RECENSIONE: Throne of Glass - Sarah J. Maas (Throne of Glass #1)
Finalmente, dopo un prequel per me avvincente, con "Throne of Glass" iniziamo ad entrare nel vivo della storia di Celaena.
Dopo aver scoperto come e perché Celaena sia finita nelle miniere di Endovier, riprendiamo la sua storia poco più di un anno dopo la fine di "The Assassin's Blade". Celaena viene portata via dalle miniere su ordine del principe Dorian, poiché sarà lei il suo campione nella sfida all'ultima lama per avere l'ambito posto di guardia personale del re. Cosa ci guadagna Celaena? Quattro anni di servizio e poi sarà finalmente una donna libera.
I presupposti affinché fosse una storia avvincente c'erano tutti, complice anche lo stile della Maas, sempre incalzante e mai noiosa... Ma in questo libro non succede veramente nulla, se non nelle ultime 100 pagine (ACOTAR anyone??).
Vediamo una Celaena che, dopo un anno di inattività, cerca di prepararsi al meglio allenandosi con Chaol (il capo delle guardie e, fino a prova contraria, probabilmente il personaggio migliore di questo libro) per affrontare quella che viene presentata come una banda di criminali vari ed ex membri della guardia reale. Nel frattempo stringe amicizie più o meno importanti, anche con chi dovrebbe essere uno dei suoi avversari (e qui avrei diversi dubbi da esporre, ma eviterò), ma nessuna reale minaccia le si palesa davanti se non, appunto, verso la fine del libro.
Il fatto che Celaena venga, per l'ennesima volta, presentata come la miglior assassina del mondo senza che ci sia una prova effettiva a dimostrarlo un po' mi ha disturbata. Per le poche informazioni che possiamo leggere in questi due libri, il migliore potrebbe anche essere Arobynn, Celaena non ha mai dato una prova effettiva che dimostri il perché di questa nomea e il fatto che la meriti davvero. Quello che traspare da queste pagine è che sicuramente è una ragazza fragile, ma allo stesso tempo una che non si fa mettere i piedi in testa dal primo che passa... Però da qui ad essere il più grande assassino che il mondo abbia mai visto, ce ne passa e anche tanto.
Questo, insieme a tutte le meravigliose qualità di Celaena che ci vengono ripetutamente sbattute in faccia nel corso del racconto, mi ha dato molto l'impressione che il suo personaggio sia stato scritto con il preciso scopo di piacere, di metterla su un piedistallo rendendola l'eroina di turno. Mi dispiace ma no, l'intento ha creato una sorta di effetto opposto. Mi spiego: non odio Celaena, anzi spesso sono addirittura riuscita ad empatizzare con lei, ma questo porre l'accento così marcatamente su di lei mi ha fatto notare più i difetti che i pregi della sua personalità, rendendola a tratti talmente frivola che per poco non mi è passata totalmente la voglia di proseguire con la lettura.
Non so esattamente cosa mi aspettassi quando ho iniziato a leggere questa saga, sicuramente le premesse del prequel non erano affatto male. Speravo di trovarmi davanti un worldbuilding sicuramente più accurato, non così accurato alla Tolkien, ma comunque qualcosa che mi permettesse di capire qualcosina in più del mondo creato dall'autrice.
Nonostante le mie aspettative siano state disattese, voglio comunque dare a questa saga il beneficio del dubbio, considerando che siamo solo al primo romanzo e che ci sono diversi personaggi con un bel potenziale. Tutto sta alla Maas e a come deciderà di gestire il tutto.

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