RECENSIONE: A Court of Mist and Fury - Sarah J. Maas (ACOTAR #2)




Questo secondo volume l'ho trovato decisamente migliore rispetto al primo, forse anche merito della quasi totale assenza di Tamlin *coff coff*. 

La vicenda riprende qualche mese dopo la fine del primo volume e ritroviamo tutti i protagonisti alle prese con le conseguenze di ciò che è successo Sotto la Montagna e Feyre in particolare alle prese con la sua nuova natura. 
Il salto temporale ci porta avanti di qualche settimana con Feyre e Tamlin alle prese con i preparativi per il loro matrimonio (per la mia immensa gioia... inserire "sarcasmo" qui somewhere) con l'aiuto della sacerdotessa Ianthe, una delle tante new entry di questo romanzo. Tra un preparativo e l'altro, Feyre è alle prese con quello che a tutti gli effetti è stress post-traumatico. Difficilmente riesce a dormire e quando lo fa il suo subconscio la riporta a rivivere l'incubo Sotto la Montagna come se non avesse mai avuto fine, ha perso qualsiasi interesse nel dipingere e non fa che chiedersi quando Rhysand avrebbe rivendicato la sua parte del patto. Questo avviene nel momento più inaspettato, quando Feyre sta per arrivare sull'altare in preda a un mezzo attacco di panico, ecco spuntare dal nulla Rhysand in suo soccorso. 
Dopo questo salvataggio arriviamo a conoscere altre new entry che saranno il fulcro del resto del libro: la Corte della Notte, le varie città e ambientazioni, ma soprattutto i personaggi che la abitano e le loro dinamiche. E con una corte soprannominata "La Corte dei Sogni" chi avrebbe voglia di tornare a casa?

Una delle cose che mi è piaciuta di più è stata proprio questa visione realistica. Non è finito tutto a "tarallucci e vino", delle persone sono morte, qualcuno si è macchiato le mani di sangue (chi più e chi meno) e deve scendere a patti con quello che ha fatto (o non ha fatto... ogni riferimento è puramente casuale).

Rhys, il personaggio che nel libro precedente non ero riuscita bene ad inquadrare, ha ribaltato tutte le carte in tavola rivelandosi (forse, ma aspetto il terzo per giudicare definitivamente) il personaggio migliore di questa saga. È furbo, intelligente, calcolatore quanto basta e sicuramente tutt'altra cosa rispetto a tutti gli altri High Lord che abbiamo conosciuto in precedenza. Poi mettiamoci anche che ho un debole per quei personaggi che si fingono invincibili, ma in realtà sono proprio le persone più insicure e fragili.

Talmlin ha dato prova di essere il classico "pesce che puzza dalla testa". Sapevo che doveva esserci un motivo al perché non mi sia piaciuto fin da subito, certo però non mi aspettavo che sarebbe arrivato a tanto. Non stiamo semplicemente parlando di un uomo innamorato in preda alla più cieca gelosia, qua siamo proprio su tutt'altro livello di idiozia.

Anche Lucien mi ha un po' delusa. Rispetto al personaggio che avevo apprezzato nel primo libro, in questo l'ho trovato molto "debole", troppo succube di Tamlin, ma spero che nel prossimo libro possa avere modo di riprendersi, visto che i presupposti ci sarebbero e non poco.

Insomma, se sul primo libro ho avuto qualche riserva, qualche dubbio e incertezza, posso dire che questo invece è decisamente promosso!

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