RECENSIONE: A Court of Thorns and Roses - Sarah J. Maas (ACOTAR #1)
In occasione dell'uscita italiana (FINALMENTE) de "La Corte di Rose e Spine", ho deciso di pubblicare qui la recensione che scrissi quando lessi il primo capitolo di questa saga in lingua originale.
"A seguito di una colossale guerra tra popolo fatato e umani, questi ultimi sono stati confinati e vivono ormai in una striscia di terra a sud del Mondo, separati dal popolo fatato da un muro che delimita i due territori. Qui conosciamo Feyre, una ragazza che pur di permettere alla famiglia di sopravvivere è disposta a recarsi ogni giorno nei boschi per cacciare e portare a casa qualcosa da mangiare.
Durante una di queste battute di caccia, Feyre si imbatte in un lupo un po' particolare e lo uccide, non sapendo in realtà di aver appena ucciso una fata. Poco dopo Feyre riceve la visita di una fata dalle sembianze animalesche, Tamlin, che le propone uno scambio: in cambio della vita del suo amico assassinato, Feyre dovrà vivere tra le fate per il resto dei suoi giorni, abbandonando la sua famiglia e il mondo degli umani per sempre.
Da qui inizia a diramarsi la storia e non spoilero oltre.
"A seguito di una colossale guerra tra popolo fatato e umani, questi ultimi sono stati confinati e vivono ormai in una striscia di terra a sud del Mondo, separati dal popolo fatato da un muro che delimita i due territori. Qui conosciamo Feyre, una ragazza che pur di permettere alla famiglia di sopravvivere è disposta a recarsi ogni giorno nei boschi per cacciare e portare a casa qualcosa da mangiare.
Durante una di queste battute di caccia, Feyre si imbatte in un lupo un po' particolare e lo uccide, non sapendo in realtà di aver appena ucciso una fata. Poco dopo Feyre riceve la visita di una fata dalle sembianze animalesche, Tamlin, che le propone uno scambio: in cambio della vita del suo amico assassinato, Feyre dovrà vivere tra le fate per il resto dei suoi giorni, abbandonando la sua famiglia e il mondo degli umani per sempre.
Da qui inizia a diramarsi la storia e non spoilero oltre.
Ho iniziato a leggere questo libro senza sapere che si trattasse di un retelling de "La Bella e la Bestia" e devo dire che ho notato diverse somiglianze anche con altre storie già lette, fiabesche o meno. È vero che dopo i primi capitoli la storia della Maas inizia a prendere le distanze dalla fiaba con cui siamo cresciuti, ma credo che definirlo "originale" sia un po' troppo in questo caso.
Il mio "sapeva troppo di già letto" ovviamente non si riferisce al lato retelling, ma a tutto ciò che fa da contorno alla storia. Il muro che divide il mondo degli umani da quello delle fate, per esempio, mi ha ricordato molto "Stardust" di Neil Gaiman, anche il fatto che venga descritto come se fosse pieno di "crepe" e poco controllato, in un certo senso. Da un certo punto in poi mi è sembrato di ritrovare anche qualcos'altro che ancora non riesco a formulare (forse un po' di Hunger Games?) ma non ne faccio una colpa all'autrice, anzi spero che nei prossimi volumi la storia inizi a camminare sulle sue gambe senza appoggiarsi ad altro.
Fatta questa premessa, la storia in sé mi è piaciuta, l'ho trovata molto scorrevole e, dopo la dovuta introduzione, presentazione dei personaggi e dei luoghi, dinamica... forse anche troppo, considerando che verso i capitoli finali si arresta di colpo per poi riprendere a correre verso il capitolo conclusivo. Sempre a livello stilistico, ho trovato alcune situazioni e alcuni personaggi poco caratterizzati e descritti a malapena, ma penso sia dovuto al plot twist finale e spero che anche questo possa migliorare nei libri successivi.
Credo di avere un problema con la love story principale. Sono arrivata ad empatizzare con quasi tutti i personaggi presenti in questa storia tranne che con Tamlin, tant'è che ho trovato infinitamente più interessante il personaggio di Lucien, spalla e sentinella di Tamlin, e mi dispiace non aver potuto leggere qualcosa in più su di lui, ma spero comunque che la sua storia venga ripresa nei prossimi libri.
Su Rhys, invece, non so bene come pronunciarmi. È quel classico personaggio enigmatico e carismatico che inizialmente sta ai margini della trama per poi iniziare a sconvolgere le carte in tavola, ma a parte questo non sono riuscita ad inquadrarlo bene. Probabilmente anche questo sarà un appunto da rimandare al prossimo libro... che è già sul mio comodino, in attesa di essere letto!"
Su Rhys, invece, non so bene come pronunciarmi. È quel classico personaggio enigmatico e carismatico che inizialmente sta ai margini della trama per poi iniziare a sconvolgere le carte in tavola, ma a parte questo non sono riuscita ad inquadrarlo bene. Probabilmente anche questo sarà un appunto da rimandare al prossimo libro... che è già sul mio comodino, in attesa di essere letto!"

Commenti
Posta un commento