RECENSIONE: La Canzone di Achille - Madeline Miller





Avete presente l'Iliade? Ecco, dimenticate parte di quello che avete studiato. Dimenticate il sangue, la violenza e gli orrori di quel racconto.

"La Canzone di Achille" è appunto la storia di Achille e Patroclo dal punto di vista di quest'ultimo. Anche se la trama è nota ai molti, vi lascio comunque un accenno, senza scendere troppo nel dettaglio perché non vorrei rovinarvi la lettura.

Patroclo, figlio di re Menezio e principe di Opunte, non è particolarmente considerato da suo padre. È un bambino gracile, senza alcuna predisposizione particolare per la lotta o per il canto, tutto il contrario di quello che suo padre si aspettava da un figlio maschio. Patroclo incrocia per la prima volta Achille quando questi prende parte ai giochi organizzati da suo padre, uscendone vittorioso. I loro destini si incrociano definitivamente quando Patroclo causa accidentalmente la morte di un ragazzo, Clitonimo, figlio di una nobile famiglia in visita a palazzo, e Menezio pur di non scatenare una faida decide di esiliare il figlio a Ftia, piccolo regno dove risiede appunto re Peleo con il figlio, il principe Achille. Quello che prova inizialmente il giovane Patroclo nei confronti di Achille è odio, ma quando inaspettatamente si ritrova a parlare con lui e a passare del tempo insieme al principe, i suoi sentimenti iniziano a cambiare. Da qui una serie di avvenimenti ci porta alla tristemente nota guerra di Troia e alle conseguenze che tutti noi conosciamo fin troppo bene.

La Miller ci racconta quindi del loro primo incontro, di come da semplici conoscenti siano diventati prima amici e poi amanti e infine compagni d'armi sul campo di battaglia.

Questo libro è scritto talmente bene che non ho parole e non so come non scrivere il resto della recensione semplicemente lodandolo. Non sono stata in grado di trovare difetti di alcun genere, veramente. Semplicemente PERFETTO.
La cura con cui sono stati descritti i personaggi ma anche le ambientazioni, i profumi e gli odori, mi ha permesso di sentirmi parte integrante della storia, quasi come se mi trovassi all'interno della storia stessa circondata proprio da quelle sensazioni ed emozioni descritte da Patroclo. In una parola: inglobante.

Lo stile della Miller è incalzante, una pagina tira l'altra, ed è stato estremamente difficile per me riuscire a resistere dal finirlo in un giorno o due, proprio perché volevo godermi il racconto di Patroclo senza fretta, con tutta la calma possibile.

È proprio la narrazione di Patroclo uno dei punti di forza di questo romanzo. Delicato, minuzioso ma cristallino, è proprio lui che ci conduce da un capitolo all'altro, un po' come se fosse il Virgilio del nostro Dante. Anche dopo la sua tragica fine (non è spoiler, l'Iliade la conosciamo tutti, suvvia!), Patroclo non ci abbandona, ma anzi continua a narrare tutte le vicende successive alla sua dipartita fino a porre lui stesso la parola "fine" a tutta la storia, con un finale veramente stupendo che per poco non mi ha portata ai lacrimoni.

Un altro punto a favore è certamente l'accuratezza storica. Da studiosa e docente di antichità classica è evidente come quello che traspare dalle sue pagine sia frutto di anni di studio e conoscenza, ma non è solo questo il particolare che riesce ad attrarre il lettore. Ciò che mi ha stupita positivamente è stato come la Miller sia riuscita ad alleggerire il tutto rendendo il suo romanzo estremamente scorrevole. Dico "alleggerire" perché non è che la mitologia greca o l'Iliade siano proprio argomenti leggerissimi, eppure lei è stata in grado di renderli tali.

Passando al lato meno "tecnico" concluderei dicendovi che i feels che dà questo libro li ho riscontrati veramente in poche altre letture, che forse si contano sulle dita di una mano. Ci sono alcuni passaggi che mi hanno fatta emozionare a tal punto da sentirmi il cuore in gola, quasi come se ci fossi io al posto di Patroclo. Anche se quando l'arroganza di Achille è diventata troppo per me (chi conosce la storia nel dettaglio probabilmente sa con esattezza a cosa mi riferisco), sono arrivata a fare il tifo per Briseide e lo ammetto senza alcuna vergogna.

Insomma, per dirlo in maniera più secca e diretta: se siete degli amanti della mitologia o della storia e letteratura classica, ma anche se siete amanti delle storie d'amore, di quelle belle ma non sdolcinate, non potete assolutamente lasciarvi scappare questo libro!

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