RECENSIONE: Fuoco e Sangue - George RR Martin (Targaryen #1)




"Secoli prima degli eventi de Il Trono di Spade, Casa Targaryen - l'unica famiglia di signori dei draghi a sopravvivere al Disastro di Valyria - si stabilì a Roccia del Drago. Con Fuoco e Sangue ha così inizio la loro storia sotto il leggendario Aegon il Conquistatore, creatore del Trono di Spade, per proseguire narrando le generazioni dei Targaryen che hanno combattuto per difendere quell'iconico scranno, fino alla guerra civile che quasi dilaniò per sempre la loro dinastia."


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"Fuoco e Sangue", il primo dei due (anche se alcune voci di corridoio dicono tre) volumi dedicati ai Targaryen, narra appunto gli eventi che vanno dalla Conquista di Aegon al regno di Aegon III, il flagello dei draghi, passando per la più sanguinosa guerra civile (aka faida di famiglia tra matrigna e figliastra) che Westeros abbia mai visto: la Danza dei Draghi. 

Leggendo questo libro è impossibile non fare qualche paragone con "Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco" e non poteva essere diversamente, considerando che entrambi sono nati dagli stessi appunti, che in questo libro sono stati semplicemente elaborati meglio e approfonditi (forse anche troppo).

Infatti se avete già letto quel libro, questo aggiunge veramente poco a quello che è già stato raccontato in maniera un po' più sintetica nei capitoli dedicati alla Dinastia Targaryen. Per esempio, le pagine relative alla Conquista sono letteralmente copiate e incollate, ma allo stesso tempo sono stati aggiunti dei dettagli relativi al regno di Aegon I e alle crudeltà di Maegor (alcune omesse nel libro precedente).

Ho apprezzato molto le aggiunte alla storia di Jaehaerys e Alysanne, che si riconfermano tra i Targaryen più interessanti insieme a Rhaegar, ma ho trovato un po' inutili le informazioni in più su Aegon III e altri monarchi.

Un evento che, secondo me, è stato inutilmente allungato con dettagli poco utili ai fini della trama è stata la Danza dei Draghi. È un evento già così complicato di suo, con date, parentele e troppi nomi (tra draghi, cavalieri, reali e semi di drago) da ricordare che, aggiungendo altri dettagli inutili come storie di amanti del cugino X, serve, miti e voci di corridoio o riferimenti a personaggi secondari (tutte cose opportunamente omesse in "Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco"), la storia diventa veramente difficile da seguire. 

Almeno in questo volume non sono stati confusi zio e nipote così come era capitato nel libro precedente, con ben due edizioni diverse a presentare lo stesso errore... Oppure no? A me è sembrato che si sia creata della confusione inutile con date e nomi vari (i Targaryen avevano una fantasia sconfinata per i nomi) tant'è che credo di aver confuso una madre con una figlia, a un certo punto. 

Tra un'allungata di brodo e un'altra, una delle prime cose che salta all'occhio è che, a differenza dei soliti libri di Martin a cui siamo abituati, qui i dialoghi sono praticamente inesistenti salvo in alcune rare occasioni in cui il maestro della Cittadella - narratore della storia - riporta fedelmente alcune citazioni iconiche, in alcuni casi anche dei dialoghi veri e propri che sono entrati nella storia del Westeros. Questo rende la lettura decisamente molto più lenta del solito. Avete presente un libro di storia? Ecco, nonostante abbia un narratore, è esattamente quello.

Ovviamente anche in questo libro la violenza tipica dei racconti di Martin non manca: guerre, lotte, complotti, stupri, omicidi e macabri dettagli vanno ad intrecciarsi alla storia dei monarchi, in particolare nei capitoli sul regno di Maegor il Crudele e la Danza dei Draghi.

Devo porre l'accento su una nota di demerito in particolare: non sono presenti le illustrazioni e le mappe. Ebbene sì, le magnifiche illustrazioni dell'edizione anglofona, con cui tutti i fan si sono rifatti gli occhi in attesa della traduzione italiana, qui sono state completamente eliminate. Passi (ma anche no) per le illustrazioni, ma le mappe sarebbero state fondamentali per seguire meglio la storia e i riferimenti alle varie regioni e ai luoghi che vengono citati. Menomale che le mappe sono tutte ne "Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco"!

Detta così sembra che il libro non mi sia piaciuto per niente, ma vi posso assicurare che non è così. L'ho apprezzato parecchio ma ho anche notato diverse cose che, a mio avviso, potevano essere evitate.

Ad ogni modo non vedo l'ora di leggere la seconda parte, che avrà sicuramente un focus sulle ribellioni Blackfyre e non vedo l'ora di (ri)leggere!

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